Cos’è

Il congedo parentale è un periodo di assenza dal lavoro riconosciuta ai genitori per prendersi cura del bambino nei suoi primi anni di vita. Si tratta di un diritto facoltativo, diverso dal congedo di maternità o paternità obbligatorio, che permette di rispondere ai bisogni affettivi e relazionali del bambino.

Durante questo periodo, l’INPS riconosce un’indennità economica calcolata sulla retribuzione del lavoratore o della lavoratrice.

Possono richiedere il congedo parentale:

  • Lavoratrici e lavoratori dipendenti che hanno un rapporto di lavoro attivo al momento della richiesta
  • Genitori adottivi o affidatari, con le stesse modalità dei genitori naturali
  • Lavoratori agricoli a tempo determinato, se hanno lavorato almeno 51 giornate in agricoltura nell’anno precedente

Non possono richiederlo:

  • Genitori il cui rapporto di lavoro è cessato o sospeso
  • Lavoratori domestici (colf, badanti)
  • Lavoratori a domicilio

Il congedo parentale può essere utilizzato entro i primi 12 anni di vita del bambino (o entro 12 anni dall’ingresso in famiglia per adozione o affidamento).

Per la coppia di genitori: complessivamente sono disponibili fino a 11 mesi di congedo, suddivisi così:

  • La mamma può utilizzare fino a 6 mesi
  • Il papà può utilizzare fino a 6 mesi, che diventano 7 mesi se ne usa almeno 3 consecutivi
  • Se il papà utilizza almeno 3 mesi, la coppia può arrivare a 11 mesi totali (invece di 10)

Per il genitore solo (chi ha l’affidamento esclusivo del bambino): sono disponibili 11 mesi complessivi.

I genitori possono utilizzare il congedo anche contemporaneamente e possono dividerlo in più periodi (anche a ore, se previsto dal contratto di lavoro).

MADRE

PADRE

GENITORE SOLO

Fino a 6 mesi
(continuativi o frazionati)

Fino a 6 mesi
(7 mesi se ne usa almeno 3)

Fino a 11 mesi
(continuativi o frazionati)

COPPIA DI GENITORI: totale 10 mesi
(elevabili a 11 se il padre si astiene per almeno 3 mesi)

Attenzione: Se il rapporto di lavoro cessa durante il congedo, il diritto termina dalla data di cessazione.

L’importo dell’indennità dipende da quando viene utilizzato il congedo:

Nei primi 6 anni di vita del bambino

9 mesi indennizzati (suddivisi tra i genitori):

  • 3 mesi all’80% della retribuzione – suddivisi così:
    • 3 mesi personali per la mamma (non trasferibili al papà)
    • 3 mesi personali per il papà (non trasferibili alla mamma)
    • 3 mesi da dividere tra mamma e papà come preferiscono

Di questi 9 mesi, solo 3 in totale vengono pagati all’80%

  • 6 mesi al 30% della retribuzione

2 mesi aggiuntivi (dal 7° al 12° anno):

  • Generalmente non indennizzati
  • Pagati al 30% solo se il reddito individuale del genitore richiedente è inferiore a 2,5 volte la pensione minima
9 MESI INDENNIZZATI
(da utilizzare entro i 12 anni)
2 MESI NON INDENNIZZATI
(al 30% solo se reddito basso)

3 MESI MADRE
non trasferibili al padre

3 MESI PADRE
non trasferibili alla madre

3 MESI DA DIVIDERE
tra madre e padre

Come funziona l’indennità all’80%

La coppia ha diritto a massimo 3 mesi totali pagati all’80% della retribuzione, da utilizzare nei primi 6 anni di vita del bambino.

Questi 3 mesi sono stati introdotti gradualmente:

  • 1° mese all’80%: per chi ha terminato il congedo di maternità/paternità dopo il 31 dicembre 2022
  • 2° mese all’80%: per chi ha terminato il congedo di maternità/paternità dopo il 31 dicembre 2023
  • 3° mese all’80%: per chi ha terminato il congedo di maternità/paternità dopo il 31 dicembre 2024

Importante: questi 3 mesi vanno utilizzati all’interno dei 6 mesi personali (3 della mamma + 3 del papà) non trasferibili all’altro genitore.

Per il genitore solo

Al genitore solo spettano tutti gli 11 mesi, di cui:

  • 9 mesi indennizzati (3 mesi all’80% + 6 mesi al 30%)
  • 2 mesi non indennizzati (o al 30% se il reddito è basso)

Come viene calcolata la retribuzione

L’indennità viene calcolata sulla retribuzione media del mese precedente l’inizio del congedo.

La domanda va presentata prima dell’inizio del periodo di congedo che si intende utilizzare. Se viene presentata dopo, l’indennità sarà riconosciuta solo per i giorni successivi alla presentazione della domanda.

Chi paga l’indennità

Nella maggior parte dei casi, l’indennità viene anticipata dal datore di lavoro in busta paga, per conto dell’INPS.

Il pagamento diretto dall’INPS è previsto per:

  • Operai agricoli
  • Lavoratori dello spettacolo a tempo determinato
  • Alcuni lavoratori marittimi naviganti (secondo specifiche modalità)

Adozione e affidamento

Per i genitori adottivi o affidatari, il congedo parentale spetta con le stesse modalità, ma il periodo di 12 anni decorre dall’ingresso del minore in famiglia (non oltre il compimento della maggiore età).

Parto, adozione o affidamento plurimo

In caso di gemelli o più bambini, il diritto al congedo parentale spetta per ogni bambino, alle stesse condizioni.

Congedo a ore

Il congedo parentale può essere utilizzato anche a ore, se il contratto collettivo lo prevede. In assenza di contratto collettivo, è comunque possibile frazionarlo a ore per metà dell’orario giornaliero medio.

Lavoratori agricoli a tempo determinato

I lavoratori agricoli a tempo determinato hanno diritto al congedo nel primo anno di vita del bambino se hanno lavorato almeno 51 giornate in agricoltura nell’anno precedente. Per gli anni successivi (fino al 12°), devono essere iscritti negli elenchi agricoli e aver svolto 51 giornate di lavoro nell’anno precedente.

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